sabato 1 dicembre 2012

Torta mimosa...ça va sans dire!!


La settimana scorsa ho voluto preparare la torta di compleanno per la mamma del mio ragazzo. Mi serviva qualcosa di semplice e dal sapore delicato, che potesse essere gustato alla fine della cena senza rischiare di esplodere o di sentirsi troppo in colpa per le calorie...quindi dopo aver sognato inutilmente ad occhi aperti una golosa Sacher, ho cominciato a sfogliare tutti i miei libri di pasticceria per trovare qualcosa che facesse al caso mio. Poi, con molta nonchalance, arriva la mia mamma...dai, non neghiamolo, i consigli della mamma sono sempre i migliori, a qualsiasi età. Insomma, arriva e mi propone: "perchè non prepari una bella, soffice mimosa?".
Ma perchè non ci avevo pensato prima, è ovvio! Una mimosa. Quindi, eccola qui: è venuta buonissima!

Per il pan di spagna ho optato per una dose del maestro Luca Montersino, per andare sul sicuro!

250 gr di uova intere
175 gr di zucchero
150 gr di farina 00
50 gr di fecola di patate
1 bacca di vaniglia bourbon

Mescolate insieme uova, zucchero e le bacche della vaniglia e metterli a scaldare in un pentolino a fiamma bassa, fino a raggiungere la temperatura di 45°.
Portarle ad una temperatura di 45° gradi, togliete dal fuoco, trasferite in una grossa terrina e cominciate a montare con un frullatore, o meglio, in planetaria. Se non avete un termometro e non vi fidate, potete montare uova e zucchero a bagnomaria. Buona regola rimane sempre e comunque quella di utilizzare uova a temperatura ambiente, perciò tiratele fuori dal frigo con largo anticipo. Il composto dovrà montarsi fino a triplicare di volume. Setacciare la farina e la fecola insieme e aggiungerle gradatamente (magari in più volte) facendole cadere nel composto attraverso un setaccio. Quando incorporate la farina fatelo sempre con il classico movimento del “dall’alto verso il basso”, in modo da non smontare il tutto. Versare in uno stampo di 24 o 26 cm di diametro, precedentemente imburrato e infarinato e trasferite in forno già caldo, statico, a 160° - 170° per circa 45 – 50 minuti. Fate sempre la prova stecchino per controllare il livello di cottura.

Per la crema chantilly
4 tuorli
500 ml di latte
150 gr di zucchero
40 gr di amido di mais
1 bacca di vaniglia
+
350 gr di panna fresca montata
50 gr di cioccolato fondente al 50% tritato grossolanamente






Bagna al liquore Strega
100 gr di zucchero
100 gr di acqua
40 gr di liquore Strega

Sbattere i tuorli con lo zucchero e i semini della bacca di vaniglia;  a parte scaldate il latte con il baccello in infusione portandolo fino a bollore. Aggiungete l’amido alle uova e mescolare. Lasciate cadere il latte caldo sul composto di uova e zucchero , mescolate bene e versate di nuovo il tutto nel pentolino. Rimettete sul fuoco, portate a bollore e terminare la cottura della crema, finché non si sarà ben addensata.  Trasferite in un contenitore a raffreddare e coprite con una pellicola per alimenti, facendo sì di farla aderire bene alla superficie della crema. Questo permetterà alla crema di non fare la “crosticina” e di non avere dopo dei grumi.
Una volta ben raffreddata, incorporare delicatamente la panna montata e la cioccolata a pezzi.
Conservarla in frigo fino al momento di farcire la torta.
Preparare la bagna facendo bollire insieme l’acqua e lo zucchero per qualche minuto o comunque finché lo zucchero si sarà sciolto. Togliere dal fuoco, attendere qualche istante e poi aggiungere il liquore. Far raffreddare.

Tagliate il pan di spagna in tre strati. I primi due più sottili, il terzo un po’ più spesso perché vi servirà per la copertura.
Disponete il primo sottile strato sul piatto da portata e inumidire con la bagna. Versate una parte della crema, avendo cura di lasciare un centimetro dal bordo su tutto il perimetro. Sovrapporre il secondo sottile strato, bagnate e cospargete di nuovo di crema, stavolta facendola colare anche sui bordi, livellando bene con una spatola. Prendere lo strato di pan di spagna più spesso e cominciate a sbriciolarlo con i polpastrelli in una terrina. Cospargere su tutta la superficie della torta, aiutandosi magari con le mani per farlo aderire bene sui bordi.
Conservate in frigo fino al momento di servire. Il mio consiglio è prepararla almeno un giorno in anticipo per far sì che si impregni bene e acquisisca più sapore. In frigo è importante coprirla: oltre a proteggerla, questo permetterà di non farla impregnare dell’odore degli altri alimenti presenti in frigo.
A presto. Isotta

lunedì 19 novembre 2012

Rigatoni con crema di radicchio e asiago...quasi light!


So che molti non la penseranno così, ma questo lunedì mi sento proprio energica!mi sono alzata presto per andare a fare delle analisi, al ritorno dall'ospedale mi sono fatta un giretto per cercare materiale per i duemila lavoretti natalizi che sto facendo...mi chiedo se riuscirò a portarli tutti a termine! magari vi posto qualche foto...A parte questo, avrei tanto da fare, tipo scrivere la tesi di laurea che spero vivamente di discutere a marzo, ma volevo ritagliarmi un angolino per postarvi questa deliziosa pasta che ho fatto l'altro giorno e che ho definito quasi light perché ho usato la panna di soia, invece che la panna fresca!

Pasta sfiziosetta per 4 persone

360 gr di pasta
1 cespo di radicchio trevigiano
mezza cipolla
olio extra vergine
3-4 cucchiai di panna di soia
70 gr circa di asiago grattugiato
sale e pepe q.b.

In una padella soffriggete la cipolla con l'olio facendola appassire piano piano. Aggiungete il radicchio tagliato in pezzi (anche in modo grossolano va bene) e fate stufare coprendo con un coperchio. Quando il radicchio sarà tenero, versate il tutto nel mixer,salate e pepate, aggiungete la panna di soia e frullate. Aggiungere all'occorrenza ancora un po' d'olio o un po' di acqua di cottura della pasta. Grattugiate l'asiago e versatene una bella manciata dentro il composto, tenendo da parte la quantità necessaria da mettere poi su ogni piatto al momento di servire.
A parte portate a bollore una pentola d'acqua: tanta acqua mi raccomando! ricordiamo che la pasta si cuoce in un litro di acqua ogni 100 gr - ditemi che sono matta, ma inorridisco quando vedo cuocere la pasta nei pentolini, stile bollilatte! Scolate (a me piace bella al dente!) e versatela in una padella dove andrà mantecata con la nostra bella cremina...dico bella perché ha un colore lilla magnifico e rende il piatto molto piacevole alla vista! sul sapore ditemi voi...
Servite, regalando ai vostri commensali una bella nevicata di asiago che a contatto con la pasta calda, giuro, non esiterà a sciogliersi!mmmm.....
Aiuto, ma perchè mi piace così tanto mangiare?di questo passo arriverò a Natale come una balena...
E voi che dite?la provate? ah, dimenticavo: è velocissima da fare!
Buon inizio settimana a tutti!
Isotta

sabato 17 novembre 2012

Tartufi al cioccolato con cuore di meringa


Dolcetto veloce e sfizioso: bonbons e tartufini piacciono sempre a tutti!
Ideali da preparare per chi ha poca dimestichezza con i dolci o per "pasticciare" con i vostri bambini!
Se poi li confezionate a dovere, possono essere un regalino davvero gradito per gli amici più golosi...
E allora rimane da chiedersi...come si preparano?

Per circa 25 pezzi
70 ml di panna fresca
200 gr di cioccolato fondente al 50%
60 gr di meringhe
2 cucchiai di rum
cacao amaro q.b. per la copertura

Mettete a scaldare la panna in un pentolino, aggiungere il cioccolato a pezzetti e far sciogliere mescolando bene per ottenere un composto liscio e lucido. Versate il tutto in un contenitore e fatelo intiepidire. Trasferite il recipiente in frigo per circa 20 minuti, avendo cura di tanto in tanto di mescolarlo. Quando starà cominciando a rapprendersi aggiungete il rum e le meringhe sbriciolate in piccoli pezzi. Confezionate delle palline (della grandezza che preferite) e disponetele su un piatto. Riporre nuovamente in frigo e lasciar riposare per almeno 20 minuti. Trascorso questo tempo dovrebbero essersi rassodate sufficientemente: rotolatele una per una nel cacao amaro per ricoprirle. Conservare in frigo finché non sarà arrivato il momento di consumarli.
A me è piaciuto molto il contrasto tra la nota amara del cioccolato fondente e la dolcezza delle meringhe all'interno. Provateli!



mercoledì 24 ottobre 2012

Pizza con le mele di Sara Papa





In questi giorni sono arrivate a casa mia, direttamente dal Trentino, due cassette di mele buonissime e soprattutto biologiche, di quelle in cui si trova dentro perfino qualche sano vermetto!
In qualche modo le avrei dovute usare e quindi dopo aver preparato uno strudel, una torte di mele, una tarte tatin e chi più ne ha più ne metta, mi sono dedicata a questa deliziosa pizza con le mele che avevo visto fare in tv da Sara Papa.
Devo ammettere che è stata una sorpresa...non immaginavo potesse essere così buona.
Al primo morso mi ha conquistata: croccante alla base, soffice dentro. E le mele? Le mele in cottura si caramellano e quando le mangi si sciolgono in bocca!
Insomma inutile dirvi che la consiglio vivamente e che la "morte sua" è mangiarla poco dopo averla sfornata! Sono certa che non resisterete nemmeno voi...



La ricetta originale ha queste dosi. Io ho fatto metà dose ed è stata più che sufficiente per una teglia di medie dimensioni:
1 kg di farina integrale (io ho fatto metà integrale e metà farina 0)
650 gr di acqua
20 gr di sale
40 gr di olio evo
200 gr di pasta madre o 6 gr di lievito di birra
Per guarnire
7 mele grosse
100 gr di zucchero di canna
il succo di un limone
1 cucchiaino di cannella
100 gr di burro

Sciogliere il lievito in una parte dell'acqua (tiepida), mescolare con la farina, impastare e aggiungere solo alla fine l'olio e il sale. Impastare a lungo finchè non otterrete una pasta elastica. Lasciar lievitare fino al raddoppio, stendere poi in teglia (consiglio di fare una pizza un po' bassa) e lasciar lievitare ancora per almeno 45 minuti.
Sbucciare le mele intere e togliere il torsolo. Tagliare a fette in modo da ottenere delle rondelle spesse circa 1 cm e disporle sull'impasto in teglia, accavallandole. Cospargere con lo zucchero di canna, la cannella e fiocchetti di burro.




Cuocere alla temperatura massima (250°) nella parte bassa del forno per i primi 10 minuti (questo passaggio è fondamentale per avere una base bella croccante che contrasti con la cremosità delle mele) e per altri 20 minuti circa spostando la teglia a metà del forno.







mercoledì 10 ottobre 2012

Il mio primo corso di Cake design - con Muccasbronza



Domenica sarà il mio compleanno e così, anche se con qualche giorno di anticipo, mi sono voluta fare un regalo: partecipare ad un vero corso di Cake Design! :-D
Dovete sapere infatti che, oltre a tutti i vari pasticci in cui amo cimentarmi, ogni tanto provo anche a fare delle decorazioni in pasta di zucchero e anche se i risultati finora sono stati soddisfacenti farla da soli non è sempre facile! Comunque, prometto che un giorno vi mostrerò qualche foto delle mie creazioni...
Quindi un paio di mesi fa, dopo aver scoperto che la bravissima Marica (lamuccasbronza.blogspot.it) avrebbe finalmente tenuto un corso a Bologna, non ho potuto fare a meno di iscrivermi immediatamente. E sabato scorso, dopo un risveglio traumatico (per la levataccia) ma carico di emozione e voglia di imparare, sono salita sul treno per raggiungerla!

Il corso era rivolto ai principianti e prevedeva la decorazione di una torta "semplice" (o almeno così l'ha definita lei!). Soggetto della torta: un simpatico mostriciattolo ideato apposta per l'occasione...della serie: "anche se vi riesce male non fa niente, tanto è comunque un mostro!" :-)
Resoconto della giornata: esperienza divertente e soprattutto utile! Sì, perchè devo dire che ho imparato davvero tantissimo. Oltre ad essere bravissima, Marica ha dispensato tanti consigli, rivelandoci anche qualche  piccolo segreto, qualche trucco di quel mestiere a cui, come ci ha dimostrato, è sinceramente appassionata.

Ma ora vi lascio a qualche foto di questa prima avventura nel mondo del Cake Design!

Queste sono alcune delle ragazze che hanno partecipato al corso insieme a me, immortalate in un momento di vero caos, poichè il tempo a nostra disposizione stava ormai finendo e quindi, come potete vedere, eravamo tutte piuttosto indaffarate...



Questo invece è il mio mostriciattolo! Cosa ne pensate? è simpatico, no? :-)









giovedì 4 ottobre 2012

Pane di semola di grano duro


Pane si, pane no?
...caldo, profumato, morbido o croccante che sia, ditemi : chi riesce davvero a farne a meno?
quante volte senza neanche accorgercene stiamo pulendo il fondo del piatto con una bella scarpetta? a proposito quanti nomi conoscete per descrivere questo semplice e appagante gesto? anche del vostro dialetto intendo...

Questo l'ho preparato qualche pomeriggio fa.  Pioveva, non sapevo bene che fare così ho preso acqua e farina e... ne è uscita questa bella pagnotta croccante che ha invaso la cucina col suo profumo inebriante...

Ho usato:

600 gr di farina di semola rimacinata
150 gr di pasta madre o 15 gr di lievito di birra
450 gr di acqua
1 cucchiaino di malto d'orzo (o in alternativa di miele)
2 cucchiaini di sale fino

Se usate il lievito di birra:
Prendete una parte dell'acqua prevista dalla ricetta (circa un bicchiere) e scioglieteci dentro il lievito. L'acqua deve essere tiepida, mai troppo calda o c'è il rischio di bloccare l'effetto lievitante. Lasciar riposare circa 5 o 10 minuti.
Miscelare l'acqua, il malto e il lievito ormai sciolto, aggiungere alla farina e amalgamare bene. Solo alla fine aggiungere il sale (l'importante è che il sale non sia mai a contatto diretto con il lievito). Impastare fino ad avere una pasta molto elastica e omogenea. Mettere in una terrina e lasciar lievitare un paio d'ore circa (o comunque fino al raddoppio). A quel punto riprendere in mano la pasta e mettere su una teglia cosparsa con un po' di semola cercando di dare una forma tonda per creare la pagnotta. Cospargere la superficie con un'altra manciata di semola e con un coltello incidere la pasta.
Lasciar lievitare ancora per circa 20 minuti, magari coprendo la pasta con un canovaccio, a questo punto infornare a 200°, forno statico per circa 35 - 40 minuti. Sfornare e far raffreddare bene su una gratella.


Se usate la pasta madre:
Mescolare insieme la farina e il lievito madre, aggiungere gradatamente l'acqua dove avremo precedentemente sciolto il malto (o il miele)e il sale e impastare. Maneggiare la pasta finché non diventa elastica e omogenea (chi ha l'impastatrice è fortunato: risparmia fatica e tempo!), versare in una boule, coprire con un telo e lasciar lievitare per circa 3 ore. I tempi di lievitazione di un impasto con lievito madre non sono uguali per tutti: tutto dipende da quanto è "attivo" il vostro lievito e dalla temperatura della stanza. Io metto sempre a lievitare l'impasto nel forno spento o nel microonde perchè si crea come una piccola cella di lievitazione: devo dire che è proprio efficace. Quando l'impasto sarà raddoppiato, dategli la forma che più preferite e disponete su una teglia cosparsa con un po' di semola. Spolverare con un po' di semola la superficie del pane e incidere la pasta con un coltello. Lasciar lievitare ancora 50 60 minuti circa  fino al raddoppio e poi infornare a 200°, forno statico per circa 35 - 40 minuti.
Eccolo!




lunedì 17 settembre 2012

Ravioli con composta di pesche e nocciole profumata alla cannella

(English version below)



Bentornati su Pancia piena, piatto vuoto!
Come state trascorrendo questi ultimi giorni d'estate? Io - indovinate un po' - mi sto sbizzarrendo in cucina con la preparazione di golosissime conserve. Insieme alla mia dolce mamma abbiamo già preparato ben 70 barattoli di conserva di pomodoro, dell'ottima marmellata di pesche, delle pesche sciroppate, la marmellata di cipolle di Tropea, le zucchine sott'olio...e chi più ne ha, più ne metta, perchè l'intenzione diffusa in casa nostra è di farne ancora tante altre!!
Insomma - e so che qualcuno lì fuori è d'accordo con me - sapete che soddisfazione si prova poi, durante l'inverno, nel mangiare tutte queste cosine buone, preparate con le proprie mani e soprattutto con la certezza di conoscerne ogni ingrediente?! Io, da brava golosa, non vedo l'ora di mangiarle e dato che l'estate non è ancora finita, oggi vi propongo un modo per godersi ancora della buona frutta fresca e succosa.
Proprio ieri, infatti, mi sono ritrovata tre belle pesche mature e ho deciso di usarle per farcire questi semplici ravioli di frolla.
Come ho fatto?

Ho preparato la frolla con:
350 gr di farina
150 gr di burro
150 gr di zucchero di canna
1 uovo e 1 tuorlo
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata

E poi ho improvvisato questa composta:
3 pesche gialle mature
30 gr di zucchero di canna
150 ml di acqua
40 gr di nocciole tritate grossolanamente
1 pizzico di cannella

Ho lavato e pelato le pesche, le ho tagliate a cubetti e poi messe a cuocere in una padella antiaderente a fuoco vivo per circa 10 minuti, schiacciandole con una forchetta per farle "spappolare" meglio. A parte ho scaldato l'acqua in un pentolino e ho versato dentro lo zucchero fino a farlo sciogliere e un pizzico di cannella. Ho versato lo sciroppo nelle pesche e ho continuato la cottura abbassando un po' la fiamma per circa 15 minuti o comunque fino a far asciugare piuttosto bene il composto. Alla fine ho versato dentro le nocciole che avevo tritato a pezzi piuttosto grossi con un coltello e ho messo il tutto a raffreddare.

Dopo averla fatta riposare circa mezz'ora in frigorifero ho steso la frolla e ho cominciato a fare i ravioli mettendo un cucchiaino di composto come ripieno e ritagliando poi la forma con l'apposito attrezzino!!

Una volta pronti li ho disposti su una teglia e li ho infornati a 180° forno statico per circa 30 minuti.
Eccoli, belli panciuti con un'imbiancatina di zucchero a velo. Devo ammettere che il contrasto tra la composta morbida e cremosa e le nocciole croccanti è davvero delizioso, e perché no...quel pizzico di cannella gli dà proprio un gusto speciale. Vi assicuro che sono da provare!




Sweet ravioli with peaches sauce, hazelnut and cinnamon fragrant

During summer, in Italy it is usual to make a lot of conserves like fruit jam or tomato sauce, in order to preserve summery food and eat it during winter. Can you imagine how could be satisfying  eating some meals prepared with your own hands?  Isn't it a pleasure to open a pot and still find the sweet smells and the bright colours of ripe and juicy fruits of summer? fortunately, our summer isn't over yet and this is exactly the best moment to find the latest fresh fruits of the season, like the peaches I used to make these sweet ravioli.

For the sweet pastry you need:
1 1/2 cup of all purpose flour
3/4 cup of cane sugar
2/3 cup of melted butter
1 whole egg and 1 yolk
1/2 teaspoon of baking powder
1 teaspoon grated lemon rind

Mix together flour, sugar, baking powder and lemon rind, then add melted butter (not too hot) and the eggs. Knead all ingredients until it will be consistency and then let cool it in fridge for half an hour.

For the filling you need:
3 peaches
2/3 cup of water
2 tablespoon of cane sugar
one cinnamon pinch
1 1/2 ounce of chopped hazelnut (not in too small pieces)

Peel the peaches and stone them, then cut into little slices and put in a nonstick pan. Cook on a high flame for 10 minutes. In a small saucepan boil water, sugar and cinnamon until the sugar dissolve and then pour on the peaches. Let cook them for 15 minutes about or until the liquid will be dry. Add now the hazelnuts and let get it cold.
Roll a pastry dough and make circles whit a cookie cutter, put on it a teaspoon of filling prepared and then close every raviolo, carefully in order to do not come out the filling.
Bake in oven at 180° C for about 30 minutes.  

lunedì 16 luglio 2012

Bavarese di fragole



Sono tornata! si lo so, è un po' che non pubblico niente, ma sono stata molto impegnata con l'università!ora però che gli impegni si sono ridotti tornerò a dilettarmi un po' in cucina!! Oggi vi propongo questa freschissima bavarese di fragole, che in realtà ho già preparato da qualche tempo e che finalmente trovo il tempo di postare!  


Ingredienti:
350 ml di latte
150 gr di zucchero
3 tuorli
1 scorza di limone
400 ml di panna
400 gr di purea di fragole
12 gr di colla di pesce
fragole per decorare

Per prima cosa prepariamo la crema. Ho messo a scaldare il latte con la scorza del limone in infusione e metà dello zucchero. A parte ho sbattuto i tuorli con lo zucchero rimasto. Una volta che il latte si è ben scaldato, l'ho tolto dal fuoco, ho aspettato qualche istante e poi l'ho versato a filo sulle uova e lo zucchero sbattuti avendo l'accortezza di mescolare continuamente e non versarlo tutto in una volta così da non cuocere la uova. Ho rimesso il tutto sul fuoco a fiamma dolce e ho finito di cuocere la crema, senza però farla bollire. La temperatura massima cui deve arrivare è di 82°; se non avete un termometro da cucina potete fare la prova del cucchiaio: quando, immergendo il cucchiaio la crema lascerà un velo su questo, allora sarà pronta!ripeto, l'importante è non farla bollire...
Ho tolto poi la crema dal fuoco e ci ho aggiunto la colla di pesce ben sgocciolata che avevo precedentemente messo a bagno in acqua fredda. Ho quindi messo la crema a raffreddare. 


A parte ho preso le fragole, le ho pulite e ridotte in purea nel mixer alla massima velocità. Per eliminare tutti i semini ed eventuali pezzi non frullati, l'ho passata in un colino. 
Una volta raffreddata la crema, ho versato dentro la purea di fragole e in ultimo la panna montata. Mi raccomando incorporatela delicatamente alla maniera classica del "dal basso verso l'alto" e versate il tutto nello stampo che preferite. Io ho usato uno stampo a cerniera da 24 cm ed è venuta alta circa 4 cm. E poiché credo si mangi sempre prima con gli occhi che con la bocca, ho fatto una decorazione sul bordo tagliando a fettine alcune fragole che avevo tenuto da parte, così da rendere (spero) il tutto più invitante. Le ho posizionate sul bordo dello stampo (non è stato facile farle stare in piedi, lo ammetto...) e solo dopo ho versato dentro il composto.
Tenetela in frigo per almeno 4-5 ore e poi prima di sformarla, passate sempre un coltello tra il bordo della teglia e la bavarese, per evitare brutte sorprese e di rovinare tutto il lavoro!
Che dite?qua se la sono finita in un attimo, quindi non mi resta che consigliare di provarla!!a presto!

venerdì 6 aprile 2012

Torta Pasqualina


Eccomi ancora con un'altra torta salata, anzi forse dovremmo dire LA torta salata. Sì, perchè questo  classico della tradizione pasquale ligure è così diffuso ormai da essere preparato anche in gran parte d'Italia.
Non è una torta troppo difficile da preparare, ma richiede tempo e pazienza per fare le sfoglie dell'impasto.

Per la pasta:
500 gr di farina 00
3 cucchiai colmi di olio evo
1 cucchiaino di sale
acqua tiepida

Per il ripieno:
500 gr circa di bietoline o spinaci
2 spicchi d'aglio
1 rametto di maggiorana
400 gr circa di ricotta freschissima ben sgocciolata
50 gr circa di grana grattugiato
6 uova
30 gr circa di burro
sale e pepe

Versate la farina a fontana su un piano, aggiungete il sale, i 3 cucchiai di olio e acqua tiepida gradualmente, fino ad avere una pasta liscia, omogenea. 
A questo punto dividerla in 8 parti uguali, con cui farete 8 palline. Mettere a riposare un'oretta.



Lessare gli spinaci in acqua bollente, scolarli e saltarli in padella con olio evo, aglio e maggiorana tritata. Salare, pepare e tenere da parte.
Il ripieno è tradizionalmente formato da uno strato di bietole sul fondo e la ricotta versata sopra, ma molti usano mescolare ricotta e bietole insieme; fatela come più vi piace.

Riprendete in mano le palline di pasta, solo 4 per ora, e tirate 4 sfoglie sottili. Prendete uno stampo dai bordi piuttosto alti e pennellatelo di olio. Foderate la tortiera con la prima sfoglia, pennellatela d'olio e stendete sopra l'altra sfoglia e così via fino ad esaurirle tutte e 4.


Versare ora all'interno le bietoline, sopra la ricotta livellandola bene con il cucchiaio; oppure bietoline e ricotta se avete deciso di mescolarle insieme. Con il dorso di un cucchiaio creare 6 fossette, versarci un goccio di burro fuso e adagiare delicatamente in ciascuna 1 uovo sgusciato.


Prendete le rimanenti 4 palline di pasta, stendete 4 sfoglie e, sempre spennellandole con l'olio, adagiatele una sopra all'altra chiudendo così la torta. Ripiegate all'interno la pasta che fuoriesce dal bordo cercando di creare un cordoncino decorativo; anche l'occhio vuole la sua parte!
Pennellate la superficie d'olio, pungetela con i rebbi di una forchetta e infornate a 180° per almeno 40 - 45 minuti.
Può essere preparata anche con un paio di giorni di anticipo.
Ecco l'interno. Chiedo scusa per la foto non è granché, ma ero di fretta!





lunedì 2 aprile 2012

Quiche di carciofi e porri



Dovrei studiare, ma non ce la faccio proprio a stare lontana dai fornelli...per me è veramente rilassante.
Non lo so, mi basta stare in cucina a inventare, a creare qualcosa e automaticamente mi rilasso, mente libera. Mia mamma spesso mi prende in giro perché succede sempre che, dopo aver dato un esame all'università, il giorno dopo io sia puntualmente lì seduta al tavolo in cucina a sfogliare libri e giornali sul tema, per capire cosa posso fare di nuovo e come impiegare finalmente quel tempo libero tanto atteso!
Ora siccome siamo vicinissimi alla Pasqua, o meglio al picnic di Pasquetta, volevo postare qualche torta salata che in queste occasioni si presta sempre! e a mio modo volevo farlo con ciò che di più buono offre ancora la stagione: i carciofi. In frigo erano rimasti questi 3 carciofi romani (le mammole per l'appunto) che aspettavano di essere usati in qualche modo... siccome già ieri sera ne avevo usato un paio per preparare un buon riso con verdure e curry (che prima o poi vi posterò perchè era davvero 'na bomba) oggi dovevo dargli per forza altra destinazione! e frugando nel frigo ho trovato gli ingredienti che facevano proprio al caso mio! 


Per uno stampo da 28 cm


per la pasta brisée:
200 gr di farina (io ho usato metà farina 00 e metà farina di farro bianca)
125 gr di burro
1 presa di sale
qualche cucchiaio di acqua molto fredda

per il ripieno:
3 carciofi grandi con il gambo
1 porro
100 - 120 gr circa di ricotta freschissima
100 ml circa di latte
3-4 cucchiai di panna fresca
2 cucchiai circa di parmigiano reggiano grattugiato
1 uovo
olio evo
sale e pepe q.b.

Versate la farina a fontana su un piano, mettere il sale e versare al centro il burro tagliato a cubetti (cercate di maneggiarlo poco in modo da non scaldarlo troppo). Lavorate ora con le mani aggiungendo qualche cucchiaino d'acqua. Non abbiate fretta di mettere tanta acqua da subito perchè ne servirà davvero poca; dovrete raggiungere una consistenza omogenea e morbida, ma non troppo molle.
Mettere in un piatto, coprire con la pellicola trasparente e mettere in frigo per una buona mezz'ora.

Pulite il porro eliminando la parte più verde e la foglia più esterna e tagliatelo a rondelle di circa mezzo cm di spessore. Mettere a rosolare in una padella con olio extra vergine e aggiungere un goccino d'acqua per far stufare un po'. Versate ora i carciofi che avrete precedentemente pulito togliendo le foglie più dure esternamente, la punta e la "barbetta" interna. Amo pulire le mammole perchè non pungono come tutti gli altri carciofi : )   Tagliateli in 4 parti e ogni spicchio in altrettante fettine. Tenete il gambo, mi raccomando, ho visto persone buttarlo via, è una parte buonissima e tenera; lo avete mai provato crudo? Aggiungete anche questo tagliato a rondelle e cuocete bagnando man mano con brodo o acqua calda finchè non saranno ben teneri. Salate, pepate e mettete da parte a raffreddare. 

Riprendete in mano la pasta, maneggiatela qualche secondo in modo da scaldare un po' il burro al suo interno e farla così tornare un po' "plastica". Infarinate ora il piano e con l'aiuto di un mattarello stendere la sfoglia. Foderare infine con questa uno stampo imburrato.

Per il ripieno, in una terrina mescolare insieme la ricotta, il latte, il formaggio,la panna e l'uovo; aggiungere un po' d'olio e regolare di sale e pepe. 
Versare sulla pasta i carciofi e i porri cotti, facendo sì che coprano la superficie in modo omogeneo. Versare ora sopra il composto preparato e livellare con un cucchiaio. 
Infornare a forno caldo 180° per circa 35-40 minuti. Buon appetito!
Io non ho resistito e ne ho già fatta fuori una fetta...



mercoledì 28 marzo 2012

Plum cake con frutta secca - senza uova e senza zucchero



Molte persone, per motivi di salute o per scelta, non possono mangiare alimenti che contengano zucchero o uova. La ricetta di questo plum cake proviene da un libro di cucina vegetariana a me regalato e che non avevo mai sfogliato attentamente fino a poco tempo fa...si è rivelato invece davvero interessante. Ora, per un certo periodo dovrò (ahimè) privarmi dei dolci, cercavo quindi un possibile sostituto per la colazione. Eccolo qua...insomma non ha lo zucchero, né le uova, perciò non c'è da aspettarsi chissà quale gusto, ma la frutta secca e soprattutto l'uvetta sono un buon compromesso per avere un po' di sapore. Ho rivisitato un po' la ricetta aggiungendo del malto d'orzo e e un po' di latte.

Ingredienti:
250 gr di farina 00
150 gr di farina di kamut integrale
100 ml di tè verde
50 gr di uvetta sultanina
150 gr di frutta secca (io ho messo metà mandorle e metà nocciole)
la scorza di 1 arancia non trattata grattugiata
il succo di 1 arancia (circa 100 ml)
1 cucchiaino raso di cannella
2 cucchiai di malto d'orzo
60 ml circa di latte
4 cucchiai di olio di mais
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Per prima cosa preparate il tè verde e metteteci dentro subito l'uvetta a reidratare. Lasciare riposare circa mezz'ora (alla fine non buttate via il té - va anche quello nell'impasto). Intanto, grattugiate la scorza d'arancia e spremetene il succo; a parte tritate grossolanamente con un coltello la frutta secca.
Preparare in una terrina capiente le farine, il lievito, la cannella, il sale e la frutta secca.. A parte miscelare il succo dell'arancia, la scorza grattugiata, il malto, l'uvetta, il tè e l'olio. Unire il composto alle polveri e impastare. Aggiungere man mano il latte fino a raggiungere un composto molto morbido, di consistenza piuttosto fluida (deve essere appiccicoso per intenderci!).
Versare in uno stampo imburrato e infarinato o foderato con carta da forno e cuocere a forno statico, 180° per circa 35-40 minuti.
La scelta della farina è personale: se volete potete anche fare tutta farina 00, oppure variare usandone altri tipi.

martedì 20 marzo 2012

Uova in camicia e tartufo: un matrimonio perfetto!


Domani inizia la primavera e si sente! oggi c'è un bellissimo sole e mi è venuta voglia di mangiare qualcosa di diverso... volevo condividere con voi questa delizia!
in frigo era rimasto un po' di tartufo già frullato, portato dalla nonna qualche giorno fa quando è venuta a trovarci per la laurea di mia sorella!ce lo siamo divorato con degli ottimi spaghetti alla chitarra fatti da mia cugina (lo devo dire, così se legge ne sarà contenta) che ha da poco aperto un negozietto di pasta fresca!
Tornando a noi... siccome ne era rimasto poco, ma non si poteva certo sprecare, ho tuffato un bel paio di ovetti nell'acqua bollente e li ho fatti in camicia. A parte ho cotto una cialdina di parmigiano e l'ho modellata appoggiandola un paio di minuti su di un bicchiere rovesciato; per finire ho messo mezzo cucchiaino di tartufo sull'uovo e...voilà!!
forse il tartufo è un po' troppo, non so, ma ne sono così golosa che non ne ho potuto mettere di meno!
La cosa che amo di più dell'uovo cotto così è che il rosso ha questa consistenza cremosa divina...
Nella foto qua sotto si vede bene...mmmm che gola ne mangerei ancora!!


mercoledì 7 marzo 2012

Il morbido pancarrè della merenda

da una ricetta di hellyna di cookaforum

Chi non ama il pancarrè??quello morbido morbido intendo, che profuma davvero di pane! ideale a merenda per grandi e piccini con una bella sporcata di marmellata fatta in casa o di cioccolata spalmabile.....e sono sicura che sapete a quale cioccolata mi riferisco!!
Nei forum e blog è molto diffusa questa ricetta e se la provate capirete perchè! questo pancarrè è davvero soffice e cosa più importante di tutte, se conservato bene, rimane morbido anche dopo 4-5 giorni! 
Ho provato a rifarlo sia con la ricetta originale che prevede il lievito di birra, sia con il lievito madre. Faccio spesso lievitati con la pasta madre perchè ho un po' di intolleranza al lievito di birra e perciò non posso mangiarlo spesso! non è proprio facile trovare il pane fatto con il lievito naturale, lo vendono solo in alcuni panifici...resta il fatto che, lo avrete capito, se posso pasticciare e farmelo da me sono più contenta!
E poi sempre meglio di quello comprato già confezionato no? almeno non ha quell'odore di alcol e conservanti! Dai poi non è bellissimo??


Rispetto alla ricetta originale io ho cambiato la scelta della farina, ho messo una farina 0 invece della 00 e come ho già detto ho usato il lievito madre. Per quanto riguarda la quantità di acqua, ho mantenuto la stessa sia per la versione con lievito di birra, sia col lievito madre. 
Ho usato poi il malto d'orzo, invece del cucchiaino di zucchero previsto dalla ricetta originale. 

Cosa serve?
250 gr di farina di manitoba
250 gr di farina 0
50 gr di latte
200 gr di acqua
15 gr di lievito di birra oppure 180 - 200 gr di pasta madre rinfrescata 
50 gr di olio di semi
1 cucchiaino di malto d'orzo (o di riso o di mais) - in alternativa 1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di sale

Che lavoriate a mano o con un'impastatrice le fasi sono le stesse! 

Versione con lievito madre:
Prendete circa 180 - 200 gr di pasta madre già rinfrescata e scioglietela con l'acqua (tiepida, non calda altrimenti il lievito perde il il suo effetto) e il malto. Aggiungere il latte e amalgamare bene. A questo punto aggiungete le farine, l'olio e il sale. Impastare a lungo finché non si avrà un bell'impasto elastico e liscio. 
Ora bisognerebbe togliere una parte di impasto per rifare il lievito. Io credo che la presenza del latte non faccia bene al lievito (voi che dite?) perciò consiglio di fare un po' più di lievito dall'inizio e quindi conservarne da subito la parte da far rilievitare. 
Mettete l'impasto in una boule e lasciate lievitare un paio d'ore in un luogo caldo. 

Riprendete in mano l'impasto e allargatelo un po' con le dita.  Stendetelo con un mattarello dando la forma di un rettangolo e arrotolatelo su se stesso (come in foto). Trasferire in uno stampo e lasciar lievitare fino al raddoppio. 

Versione con lievito di birra:
Prendete il cubetto di lievito e scioglietelo in parte dell'acqua prevista dalla ricetta. L'acqua non deve essere troppo fredda altrimenti darete una sorta di "shock" al lievito e ci metterà molto a riattivarsi e lievitare, nè troppo calda altrimenti perderà proprio il suo effetto. A questo punto miscelare le farine e aggiungere il lievito sciolto, il resto dell'acqua e il latte. Amalgamare, dopodichè mettere l'olio e solo alla fine il sale. Impastare bene finchè l'impasto non sarà liscio ed elastico. Mettere a lievitare in una boule per circa 1 ora e 30 minuti in luogo caldo. A quel punto riprendere in mano l'impasto, stendere con un mattarello e arrotolare su se stesso(come in foto). Mettere in uno stampo con la piega rivolta verso il basso e far lievitare per circa un'altra oretta e mezza o comunque finché sarà raddoppiato di volume.




                               



Cuocere a forno statico già caldo per circa 45 minuti coperto con un foglio di carta d'alluminio, avendo cura di toglierlo negli ultimi 10 minuti di cottura. Ecco il risultato appena sfornato!



E questo è il particolare dell'interno! davvero soffice!


Allora che aspettate a provarci? se volete fatemi sapere come vi è venuto! a presto! 

martedì 6 marzo 2012

Cracker rustici al vino e semi misti (senza lievito)



Questi cracker sono davvero buoni, ma soprattutto facili e veloci da preparare! li ho visti fare dalla bravissima Sara Papa e ho voluto riprovarli! L'aspetto più interessante oltre il gusto è che sono senza lievito, perciò ottimi per chi è intollerante al lievito di birra come me! 

Di solito io li preparo in modo molto semplice con farina, acqua, olio, sale e un trito di erbe aromatiche, ma questi sono molto più rustici e profumati! 

Cosa serve?
300 gr di farina 1 
100 gr di vino bianco secco
40 gr acqua
70 gr olio evo
60 gr di semi di sesamo (io ho usato dei semi misti)
10 gr di rosmarino
4 gr di sale

Questa è la ricetta originale, ma a piacere potete cambiare il tipo di semi o di erbe aromatiche da usare! se poi sono quelle del vostro orticello ancora meglio, sai che profumo! 
Io al posto del sesamo ho usato un misto di semi di lino, semi di girasole, di sesamo e di zucca. 

In una terrina versate la farina, le erbe aromatiche, l'olio, il vino e l'acqua. Impastate fino ad ottenere un composto molto morbido. Aggiungete il sale e i semi che avete scelto (l'effetto è molto carino secondo me con del sesamo nero!).
Fate una palla e lasciarla riposare sotto un canovaccio per una decina di minuti.


Su un foglio di carta da forno stendete l'impasto dandogli la forma di un rettangolo e lo spessore di 3 - 4 mm. Guardate che bello l'effetto colorato che creano i semi nell'impasto! 


Con una rotella dentata ritagliate i cracker dandogli la forma che più preferite. Per fare prima potete anche "disegnarne" la forma non calcando troppo e poi spezzare i cracker dopo la cottura seguendo le linee che avete tratteggiato. 


Trascinate la carta da forno con sopra l'impasto in una teglia e infornate per circa 15 - 20 minuti a 180°  forno ventilato. 
Allora che ne dite? non li trovate invitanti?
Si possono conservare fino a un mese in un sacchetto in un luogo fresco e asciutto...io ne ho mangiati una valanga dal momento in cui li ho sfornati... non so quanti ne riuscirò a mettere da parte!! :D

venerdì 2 marzo 2012

Quiche di zucca e pancetta affumicata (anche senza glutine)


                    

Da poco ho visto in televisione Alessandra Spisni che preparava questa torta salata... mi ha fatto gola da subito! mi sono detta appena possibile la devo rifare! è che qui c'è sempre da adattare i piatti per togliere ogni traccia del malefico glutine : D
E che problema c'è? siccome io non mi lascio scoraggiare,  ho re-inventato l'impasto con il grano saraceno che secondo me gli dà quel tocco un po' rustico, ideale con zucca e pancetta! Io vi do le 2 versioni della pasta così i NON celiaci possono provarla lo stesso!

Impasto originale - per uno stampo di circa 24 cm:
300 gr di farina
100 gr di polpa di zucca cotta e frullata
70 gr di burro molto morbido
sale q. b.

la mia versione gluten free:
150 gr di farina di grano saraceno
150 gr di farina senza glutine per tutti gli usi
100 gr di polpa di zucca cotta e frullata
80 gr di burro molto morbido
1 uovo grande
sale q. b.


Ripieno:
400 gr circa di zucca tagliata a dadini (il peso si riferisce alla polpa)
5 uova (la ricetta ne prevedeva 6)
100 gr di panna fresca
20 gr di parmigiano grattugiato (la ricetta prevedeva solo 60 gr di parmigiano reggiano)
50 gr di scamorza grattugiata
100 gr di pancetta affumicata a dadini
sale e pepe q.b.

Ho modificato qualcosa anche nel ripieno togliendo 1 uovo perchè 6 mi sembravano troppe e poi ho aggiunto una parte di scamorza oltre al parmigiano.




Per fare l'impasto, cuocete i 100 gr di zucca (io l'ho cotta a vapore nel varoma del bimby) e poi frullatela. Versate la farina su una spianatoia (o in una boule se preferite) e aggiungete il burro molto morbido, la zucca e il sale.
Per quello senza glutine stessa cosa, ma in più dovete aggiungere un uovo. Si è reso necessario altrimenti la pasta "non lega". Impastate, formate una palla e lasciate riposare almeno una decina di minuti coprendo con un piatto o un canovaccio. Nelle foto si vede  la pasta un po' crepata, purtroppo è l'effetto degli impasti senza glutine!

Per il ripieno, tagliate la zucca a dadini e cuocetela in una padella con un filo d'olio bagnandola con un po' di brodo all'occorrenza finchè non diventerà tenera.
Mettetela da parte e fate dorare la pancetta tagliata a cubetti a fuoco vivace. In un piatto sbattere le uova, aggiungete i formaggi, la panna, sale e pepe ed infine la pancetta.

Stendere l'impasto in uno stampo (oleato o foderato con carta da forno), metterci la zucca a dadini cercando di ricoprire uniformemente tutto il fondo e poi versare sopra il composto preparato poco prima.
Rifinite bene il bordo! dato che è una torta senza "coperchio" vogliamo che il risultato oltre che buono sia anche bello a vedersi no??
Infornare a 180° per circa 40 minuti! veramente da provare, neanche io me l'aspettavo così buona!
Ecco un assaggio e l'approvazione della sorellina! se n'è mangiata mezza da sola!